Realizzazione e Progettazione di centri benessere wellness spa

Un team di esperti del settore composto da Manager, Formatori e Imprenditori di provata e riconosciuta esperienza, da Medici Specialisti in Dermatologia, Medicina Termale e Riabilitativa, Chirurgia Plastica, Spa Manager, Spa Trainer ed esperte Estetiste che ha maturato una lunga esperienza nell'ambito delle più prestigiose Spa e Medical Spa italiane.

Archivio articoli e news

Buon Anniversario Spa Emotions

Pubblicato in data 6-12-2017

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Spa Emotions

Era il dicembre del 2005, quando Elena Gentile, milanese titolare di centro estetico in Via Torino e di studio medico-estetico in Via Baldissera, si cimentava per la prima volta con la gestione di una Spa alberghiera. Il Courmaison di Courmayeur, infatti sarà la pietra miliare a cui si aggiungeranno, anno dopo anno, altre dodici strutture tra Hotel e City Spa.
Ricorre quindi questo dodicesimo anniversario di una società che nel corso di questi anni è cresciuta non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente:
- Spa Emotions Academy per la formazione e specializzazione post-diploma,
- Spa Emotions Job per la selezione del personale, autorizzata dal Ministero del Lavoro,
- Medical Spa Emotions per la gestione di Medical e Termal Spa, diretto dal marito dermatologo Roberto Cavagna
Una progressione esponenziale di attività, interessi, creazioni, che oggi fanno di questa società una delle stelle più brillanti nel firmamento del settore Luxury Spa & Management, e che quindi merita di ricevere i dovuti elogi e riconoscimenti.
Già, perché questo cammino non è stato né semplice nè facile. Le scelte etiche e corrette hanno un costo, tanto quanto il continuo studio ed aggiornamento, ma questo Elena e Roberto lo sanno, e l’hanno già messo in conto.
E’ importante, in queste ricorrenze, ricordarsi e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno diventato progetto, che ancora oggi non smette di crescere, come un bambino che, ora dodicenne, inizia le scuole medie dopo le elementari, ma che vuole laurearsi.
Passo dopo passo, mattone su mattone, stiamo costruendo la grande muraglia che trasmetta ai posteri la passione necessaria per costruire una delle meraviglie ammirabili anche da altri pianeti.

Buon Anniversario Spa Emotions, complimenti Elena Gentile !!!

Spa Emotions photo gallery

PSORIASI ED ALIMENTAZIONE

Pubblicato in data 29-10-2017

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ipercheratosi

Psoriasi e alimentazione
La psoriasi è una malattia cronica della pelle mediata dal Sistema Immunitario. Compare in genere tra i 20 e i 40 anni e colpisce allo stesso modo uomini e donne. La prevalenza a livello mondiale è del 2-4%. Circa i 2/3 dei pazienti hanno una forma moderata con meno del 3% della superficie corporea interessata. Diversi studi documentano che tra i pazienti psoriasici vi è un’alta prevalenza di obesità e di sindrome plurimetabolica (1). È probabile che sia l’infiammazione sistemica di basso grado (Low Grade Chronic Inflammation) a fare da link tra queste due condizioni apparentemente distanti tra di loro.
L’aumento del grasso corporeo si associa infatti ad un’aumentata espressione di geni pro-infiammatori quali quelli che codificano per il Tumor Necrosis Factor α (TNF-α) e per l’Interleuchina-6 (IL-6). Nei soggetti affetti da psoriasi la pelle riflette il disordine del sistema Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico (PNEI) ed è in questa complessità che si deve andare a cercare spunto per una terapia integrata.

Psoriasi: cause
La psoriasi è legata ad una componente ereditabile di tipo poligenico. Quando un genitore ha la psoriasi l’8,0% dei figli ha la psoriasi. Quando ne sono affetti entrambi i genitori il 41% dei figli sviluppa la malattia. Sembra che la genetica sia legata al polimorfismo del sistema HLA e tra gli aplotipi più frequentemente coinvolti vi sono l’HLA-B13, l’HLA-B37, l’HLA-B57 e l’HLA-Cw6. Tra i fattori scatenanti vi è il traumatismo dovuto a grattamento e sfregamento, l’infezione da streptococco che causa la psoriasi guttata, e lo stress che è responsabile delle riacutizzazioni nel 40% dei soggetti colpiti dalla malattia. Vi sono poi i farmaci che si associano alla comparsa di eruzioni psoriasiformi e tra questi ricordiamo i corticosteroidei sistemici, il litio, i farmaci antimalarici, l’interferone e i β-bloccanti. Anche l’alcool potrebbe scatenare la comparsa delle lesioni.
Predisposizione genetica e fattori scatenanti fanno sì che il ciclo cellulare dei cheratinociti (https://it.wikipedia.org/wiki/Cheratinocita) si riduca così che la produzione di cellule epidermiche aumenta di ben 28 volte. È per questo che compaiono le tipiche lesioni caratterizzate da squame lamellari bianco-argentee che ricoprono un’area eritematosa.

Psoriasi volgare o a placche
La psoriasi volgare o a placche è la forma più frequente e si caratterizza per la presenza di lesioni che rimangono per lo più invariate negli anni. Le placche tendono a confluire formando lesioni a carta geografica. In genere le squame possono essere rimosse facilmente ma quando le lesioni sono di vecchia data tendono al contrario ad aderire saldamente le une alle altre (si parla allora di ipercheratosi a “guscio d’ostrica”).

Psoriasi guttata
Nella psoroasi guttata il fattore causale è lo Streptoccoco: il meccanismo è quello del mimetismo molecolare. Il nostro Sistema Immunitario produce degli specifici anticorpi contro la tossina streptococcica ma questa assomiglia strutturalmente ad una porzione della cheratina. Per questo gli stessi anticorpi reagiranno in modo piuttosto specifico contro la cheratina innescando la comparsa della malattia. La manifestazione è tanto più grave quanto più il Titolo Antistreptolisinico è alto.

Psoriasi inversa

La psoriasi inversa è quella forma che colpisce le ascelle, la regione sottomammaria, le pieghe genitali e le pieghe interglutee. A causa dell’ambiente caldo e umido che si viene a determinare in questi distretti le squame vanno incontro a macerazione e le lesioni appaiono di un rosso brillante.

Psoriasi del cuoio capelluto
La psoriasi del cuoio capelluto può essere parte di una psoriasi generalizzata oppure può trattarsi di una forma confinata in quest’unica area. Non causa perdita di capelli ma si caratterizza per la presenza di placche a margini netti con squame spesse, aderenti e molto pruriginose.

Psoriasi: mani e piedi
Nella psoriasi palmo-plantare mani e piedi possono essere le uniche aree coinvolte. Le lesioni caratterizzate da squame spesse e non facilmente asportabili possono complicarsi con la presenza di ragadi, fessurazioni dolorose e sanguinamento.

Psoriasi: il processo di cura e l’alimentazione
L’alimentazione gioca un ruolo chiave nel determinare la comparsa della psoriasi e conseguentemente diventa strumento di cura. C’è chi sostiene che la dieta abbia importanza solo come strategia per perdere peso poiché con il peso si riduce anche lo stato infiammatorio. Bisogna però riconoscere che l’alimentazione ha di per sé un ruolo anti-infiammatorio o pro-infiammatorio indipendentemente da quello che è il peso dell’individuo. Su questa base al soggetto obeso che soffra di psoriasi non si consiglierà semplicemente una dieta ipocalorica finalizzata alla riduzione del peso corporeo, bensì una dieta ipocalorica e allo stesso tempo anti-infiammatoria. Nel soggetto psoriasico e normopeso la dieta sarà dotata della stessa valenza pur essendo normocalorica.
Ad oggi esistono pochi lavori scientifici che documentino l’efficacia di specifici regimi alimentari (dieta vegetariana, gluten-free, dieta chetogenica) nella cura integrata della psoriasi. Sta di fatto che molti pazienti psoriasici sono sensibili al glutine (gluten sensitivity) e si possono giovare di una dieta gluten-free (2,3,4).

Psoriasi e glutine: il razionale scientifico
Alessio Fasano, direttore del Center for Celiac Research presso la University of Maryland sostiene che “la gluten sensitivity e la celiachia sono parti di una gamma di disordini legati al glutine in cui ad un estremo vi sono i celiaci e all’altro le persone che possono mangiare pizza, pane e biscotti. Al centro c’è questa indistinta area di reazioni al glutine che noi chiamiamo sensibilità al glutine” ed è qui che ritroviamo tanti soggetti affetti da psoriasi. I grani odierni, selezionati per avere un alto contenuto in gliadine e glutenine e allevati in modo da esprimere al massimo il loro potenziale genetico (iper-concimazione) hanno una quota in glutine superiore del 12% rispetto a quella dei grani “gentili”. Il 6% della popolazione mondiale, pur non soffrendo di celiachia, riferisce un importante discomfort addominale ogni volta che assume alimenti contenenti glutine. Parliamo allora di gluten sensitivity. Si tratta di una condizione che viene diagnosticata solo sulla base della clinica perché non vi è un marker sierologico che la identifica. In realtà la diagnosi dovrebbe essere posta in centri specializzati dopo aver imposto al soggetto da esaminare una dieta priva di glutine. Alla reintroduzione del glutine (challenge in doppio cieco: vale a dire né il soggetto né l’operatore sanno se nel pasto che viene somministrato c’è oppure non c’è il glutine) la ricomparsa del corteo di sintomi fa porre diagnosi. Ma poiché in genere questa procedura diagnostica non viene suggerita ci si limita a dosare le immunoglobuline di classe A contro la gliadina deaminata (IgG AGA).
Lo stesso Alessio Fasano ha scoperto nel 2000 la zonulina, una proteina in grado di modulare la permeabilità delle giunzioni serrate presenti nella parete del tubo digerente. La gliadina è in grado di attivare la zonulina inducendo in tal modo un aumento della permeabilità intestinale. Questo processo porta alla comparsa della sindrome dell’intestino permeabile anche nota in ambito scientifico come Leaky Gut Syndrome. In questa condizione il carico tossico presente nell’intestino approda a livello della sottomucosa ed entra in relazione con il Sistema Immunitario sbilanciandolo verso le reazioni allergiche oppure auto-immuni.
Riportare in equilibrio la Bilancia Immunitaria è il primo passo verso la guarigione.

Psoriasi e alimentazione: conclusioni
Ad oggi la terapia della psoriasi si fonda sulla somministrazione di farmaci immunosoppressori. Di fatto viviamo nella certezza che il decorso delle patologie autoimmuni non possa essere invertito e che i sintomi non possano scomparire se non grazie all’assunzione di medicinali gravati da pesanti effetti collaterali. In più diversi medici sostengono che migliorare lo stato di salute intestinale non abbia alcun effetto sulla progressione di una malattia autoimmune.
Eppure le evidenze scientifiche ci sono così come ci sono le testimonianze di tanti pazienti che, seguendo una dieta con valenza “terapeutica”, hanno raggiunto risultati inaspettati.

Dott.sa Roberta Martinoli,
Medico Chirurgo Specialista in Scienza della Nutrizione.

Bibliografia
1. Fleming, P.; Kraft, J.; Gulliver, W.P.; Lynde, C. The relationship of obesity with the severity of psoriasis: A systematic review. J. Cutan. Med. Surg. 2015, 19, 450–456.
2. Bhaitia, B.K.; Millsop, J.W.; Debbaneh, M.; Koo, J.; Linos, E.; Liao, W. Dieta and psoriasis, part II. Celiac disease and role of a gluten-free diet J. Am. Acad. Dermatol. 2014, 71, 350-358.
3. Castaldo, G.; Galdo, G.; Rotondi Aufiero, F.; Cereda, E. Very low-calorie ketogenic diet may allow restoring response to systemic therapy in relapsing plaque psoriasis. Obes. Res. Clin. Pract. 2015.
4. Nagui, N.; El Nabarawy, E.; Mahgoub, D.; Mashaly, H.M.; Saad, N.E.; El-Deeb, D.F. Estimation of (IgA) anti-gliadin, anti-endomysium and tissue transglutaminase in the serum of patients with psoriasis. Clin. Exp. Dermatol. 2011, 36, 302–304

RESET PROGRAM - PREMI IL BOTTONE RESET DELLA TUA MENTE

Pubblicato in data 24-08-2017

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reset

Questo mese, molti italiani hanno avuto bisogno di tempo libero per andare in vacanza, recuperare progetti e momenti da condividere in famiglia e con gli amici. Ma molti di noi si sentiranno in colpa per averlo fatto. Ci preoccupiamo di tutte le mail di lavoro che si accumulano e in molti casi continuiamo a controllarle in modo compulsivo consumando questo tempo così prezioso. Ma attenzione al falso stacco. Assicurati che sia reale: la vacanza estiva è molto di più che una semplice tradizione. Insieme alla famiglia, al cibo, alla condivisione, è il modo migliore per rigenerare il nostro bel cervello. Ogni giorno siamo assaliti da fatti, più o meno veri, notizie e pettegolezzi di ogni tipo (da uno studio del 2011, in una giornata media, veniamo bombardati da 174 informazioni giornaliere, cinque volte più che nel 1986). Poiché le 21.274 stazioni televisive del mondo producono ogni giorno circa 85.000 ore di programmazione originale (dati del 2003!), ci dividiamo una media di cinque ore di televisione al giorno a testa. Per ogni ora del video di YouTube che si guarda, ci sono 5.999 ore di nuovi video appena pubblicati! Se ti senti sovraccarico, c'è un motivo: la capacità di elaborazione della mente umana è limitata. Il nostro cervello ha due modi per prestare attenzione: la rete Positiva e la rete Negativa (si chiamano reti perché comprendono circuiti di neuroni all'interno del cervello, come quelli elettrici). La rete Positiva è attiva quando sei attivamente impegnato in un compito, concentrato su di esso e non distratto; i neuroscienziati la chiamano Centrale Esecutiva. La rete Negativa è attiva quando la tua mente viaggia: questa è la modalità di sogno-ad-occhi-aperti. Queste due reti funzionano alternativamente: quando una è attiva, l'altra non lo è. Questo sistema altalenante è una delle migliori conquiste del cervello umano e ci ha permesso scoprire il fuoco, costruire le piramidi, scoprire la penicillina e decodificare l'intero genoma umano. Quei progetti hanno richiesto molta perseveranza, ma la deduzione che ha portato a loro probabilmente è avvenuto nella modalità creativa del sogno-ad-occhi-aperti. Questo stato mentale, caratterizzato dal libero flusso di connessioni tra idee e pensieri disparati, è responsabile dei nostri momenti di grande creatività e intuizione, quando siamo in grado di risolvere i problemi che in precedenza sembravano impossibili.
Durante una passeggiata o lo shopping o in momenti che non richiedono un'attenzione costante…… ecco improvvisamente - il boom - la risposta a un problema ti appare. Questa è la modalità di vagabondaggio delle menti, in grado di connettere tra loro cose e fatti che in precedenza non avevamo collegato.
Una terza componente del sistema è il “focus” (la lente di messa a fuoco): aiuta a orientare la nostra attenzione, a dirci a cosa prestare attenzione e cosa possiamo ignorare in modo sicuro. E’ l’evoluzione del nostro vecchio sistema di allerta dai predatori e da altre situazioni pericolose.
Il flusso odierno continuo di informazioni da Twitter, Facebook, Instagram, messaggi di testo e simili, impegna questo sistema sovraccaricandolo, col rischio di ritrovarci a non prestare più attenzione a nessuna cosa per molto tempo: è la maledizione dell'età dell'informazione!
Il passaggio da sogno ad attenzione è controllato dall'insula, una piccola struttura del cervello grande come un pollice. L'efficacia di questo interruttore può diminuire se è sollecitato troppo spesso: allora ci sentiamo stanchi e un po’ storditi, come se stessimo girando vorticosamente. Ogni aggiornamento di stato che leggi su Facebook, ogni tweet o messaggio di testo che hai da un amico, compete con energie della tua mente nel controllare cose importanti (dove mettere i tuoi risparmi in titoli o obbligazioni? dove hai lasciato il tuo passaporto? come meglio riconciliarsi con un amico stretto con cui hai appena discusso?). Se vuoi essere più produttivo e creativo, e avere più energia, la scienza consiglia di dividere la tua giornata in periodi differenti.
Il tuo networking sociale dovrebbe essere fatto in un tempo prestabilito, senza interruzioni continue nella tua giornata. Anche la posta elettronica dovrebbe essere letta e scritte in tempi limitati. Una mail in attesa di essere letta sollecita le tue risorse attentive mentre il tuo cervello continua a pensare, distogliendolo da quello che stai facendo: di cosa potrebbe trattarsi? chi sarà? è una buona o cattiva notizia?
Meglio chiudere l’app delle mail che sentire quel ding costante e sapere che stai ignorando i messaggi! L'aumento della creatività avverrà naturalmente, se abbandoniamo il multitasking e ci immergiamo in un'unica attività per periodi di almeno 30-50 minuti. Diversi studi hanno dimostrato che una passeggiata nella natura o l'ascolto di musica possono innescare la modalità mentale creativa: vero e proprio pulsante di reset neurale in grado di fornire visioni prospettiche inusuali su ciò che stai facendo. Il sognare porta alla creatività e le attività creative ci mostrano la via, la possibilità di cambiare il mondo, di modellarlo a nostro piacimento, di entrare in sintonia col nostro ambiente. La musica, per esempio, risulta essere un metodo efficace per migliorare l'attenzione, migliorando la fiducia in sè stessi, stimolare l’impegno sociale e l’empatia. Questo concetto - che la soluzione dei problemi potrebbe richiedere un po’ di tempo e potrebbe non essere sempre immediata - potrebbe riflettersi profondamente sul tuo processo decisionale e anche sulla nostra economia.
Alcuni esempi: l'errore medico prevenibile è la terza causa principale di morte negli Stati Uniti, e produce centinaia di migliaia di morti ogni anno. Ci aspettiamo che il nostro diagnosta dia la giusta risposta, non la più veloce. Anche i piloti di linea devono potersi resettare, per questo motivo il controllo del traffico aereo e altri lavori ad alta attenzione richiedono spesso frequenti interruzioni. Diversi studi hanno dimostrato che le persone che lavorano fuori orario hanno minore rendimento. Fare due pause al giorno è biologicamente utile per resettarsi. Un pisolino sarebbe ancora meglio: bastano 10 minuti per migliorare la funzione cognitiva e il vigore, diminuendo sonnolenza e stanchezza. Se possiamo fare vacanze regolari - vere vacanze senza lavoro - e trovare il tempo per gli spuntini e la contemplazione, saremo in una condizione più favorevole per iniziare a risolvere alcuni dei grandi problemi nostri e del mondo in cui viviamo.
E saremo più felici e ben riposati mentre lo stiamo facendo.

Liberamente tradotto dall’articolo: Hit the Reset Button in Your Brain - By DANIEL J. LEVITIN New York Times, Aug, 9, 2014.
Daniel J. Levitin is the director of the Laboratory for Music, Cognition and Expertise at McGill University and the author of “The Organized Mind: Thinking Straight in the Age of Information Overload.”
A version of this appears in print on August 10, 2014, on page SR5 of the New York edition with the headline: Hit the Reset Button in Your Brain.

SCEGLIERE DI ESSERE BELLI

Pubblicato in data 2-1-2017

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bellezza

Viviamo in un mondo di plastica, sintetico, virtuale, fasullo. Ed il video che vedete ne è la dimostrazione: 85% di pubblicità (non informazione!); foto di donne giovani, sempre più giovani e magre, sempre più magre. Ma soprattutto ritoccate, frutto di Photoshop, quindi inesistenti ed irreali.
Se il mondo della moda (e dell’estetica) punta ad illudere donne e uomini con ideali sempre più mitici ed irraggiungibili, creeremo un mondo di insoddisfatti cronici ed infelici.
Se gran parte dei giovani (e non solo) riceve ogni giorno questi messaggi martellanti, per la legge dei neuroni specchio, si immedesimerà in questi modelli e si frustrerà ogni volta si vedrà nello specchio, perché diversa dall’idolo virtuale.
Come salvarsi da questa maledizione?
Non è facile svuotare un cestino pieno, né un cervello “radicato” su posizioni insane.
Noi di Spa Emotions, piccole formiche nel vasto mondo dell’estetica, da sempre lavoriamo per rendere uniche le persone, per renderle diverse le une dalle altre, perchè ogni gemma grezza può e deve essere tagliata secondo le proprie caratteristiche fisiche, chimiche, energetiche, ed esprimere la propria bellezza ed unicità.
Solo così, crediamo, lo stato di salute fisica ed emotiva inizierà un percorso di crescita che andrà ben oltre l’anti-age o la remise-en-forme, ma accenderà l’anima delle persone come tante lanterne, ognuna con la sua forma, i suoi colori, i suoi riflessi, ma tutte splendenti come stelle, in questo cielo buio ed inanimato che i tempi odierni ci regalano.
La conoscenza presuppone studio, esperienza, tempo e passione: tutti ingredienti presenti nel nostro DNA. Perchè solo chi conosce, può “ri-conoscere” problemi, situazioni, disfunzioni e correggerle in tutti coloro che vorranno sentirsi non come la diva o il divo di turno, ma “come se stessi”.
Qualità, sicurezza, e certificazione delle esperienze, poi, sono gli irrinunciabili “must” che ci prefiggiamo ogni giorno. Ci costano, tantissimo, ma siamo ancora degli incalliti ottimisti illusi che “servire sia l’arte suprema” come recitava una scena del film “La vita è bella”, perché “Dio serve gli uomini, ma non è servo degli uomini” e nemmeno dei Mass Media.

Vi consigliamo questo video: https://youtu.be/zIIKTNPP5Ts

LAVORARE CON SPA EMOTIONS

Pubblicato in data 28-12-2016

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team

“Esiste un solo vero lusso, ed è quello dei rapporti umani”
A. de Saint Exupery.

Sentirsi parte di un gruppo, sentirsi in famiglia e collaborare per un obiettivo pianificato al raggiungimento di uno scopo è innato nello spirito umano, essere sociale con l’istinto di unione e condivisione.
Da qui l’importanza di imparare ad inserirsi ed integrarsi con esso, fasi non semplici, ma essenziali per attuare quel cambiamento fondamentale dall’ IO al NOI.
Perché si possa parlare di squadra, gruppo o equipe, deve sussistere uno spirito collettivo di collaborazione che consenta ai singoli di dare il massimo, consapevoli, però, che l’assunzione di un compito implica necessariamente assunzione di responsabilità individuale e collettiva, come gli anelli di una catena.
Le fasi di questa “integrazione” sono classicamente quattro:

1. EUFORIA: all’inizio le singole estetiste si avvicinano a noi per diversi motivi (bisogno di crescita professionale e formativa, difficoltà al raggiungimento degli obiettivi prefissati, bisogno di sentirsi incluse e riconosciute, fuga dalla mancanza di regole e di legalità). In questa fase c’è fermento, spirito positivo, voglia di partire ed euforia per la novità tanto a lungo idealizzata.

2. SCONTRO: terminata l’euforia iniziale, in questa delicatissima fase i singoli devono trovare l’incastro e la condivisione di regole, atteggiamenti, programmi e limiti col gruppo. Come gli ingredienti di una ricetta, dovranno amalgamarsi senza respingersi, brillare senza emergere. Chi, infatti, non riuscirà ad attenuare il proprio egocentrismo per sostituirlo col bene maggiore del gruppo, entrerà in una fase conflittuale e di sfida della propria volontà rispetto a quella del gruppo. In questa fase emergeranno i limiti individuali che ogni singolo dovrà affrontare e risolvere.

3. REALIZZO: passata la tempesta conflittuale, le differenti onde in contrasto tra loro, trovano un ritmo comune ed assumono la forza di uno tsunami, ricevendo e dandosi energia una con l’altra, in uno scambio reciproco e sinergico in cui la somma totale è maggiore della somma dei singoli. Si definiscono, in questa fase, i differenti ruoli e le aspettative su ogni componente del gruppo a seconda della sua posizione.

4. PRODUZIONE: a questo punto il gruppo è maturo per la prestazione ed è allineato sull’obiettivo. La comunicazione è franca ed aperta, ed il motore vola a pieni giri. Si è creata una comunità organizzata con una intelligenza collettiva diversa dalla somma delle singole intelligenze individuali, che si potenziano reciprocamente.

Perché intraprendere una esperienza del genere, così impegnativa, che mette alla prova, fa uscire allo scoperto e obbliga a cimentarsi con le proprie resistenze?

Perché, come diceva Seneca,
“la nostra società è come una volta di pietre: cadrebbe se esse non si sostenessero a vicenda, ed è proprio questo che la sorregge.”

Questa è la nostra esperienza, la nostra filosofia, il nostro credo, che unitamente al nostro codice etico fanno di noi ciò che vogliamo essere.

Siete i benvenuti !

RIPARTIRE ALLA GRANDE? Iniziamo dalla colazione!

Pubblicato in data 16/09/2016

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Colazione per ripartire

Tempo di rientri al lavoro ed a scuola. Quale momento migliore, della colazione, per fare il pieno di energia? Spesso si va di fretta e nella migliore delle ipotesi ci si accontenta di cibi confezionati quando non si salta a piè pari il pasto principe della giornata, dopo il lungo digiuno notturno.

Per grandi e piccoli ecco 5 consigli su come rendere efficace la ricarica del mattino:

1) Un dolce risveglio
Gli italiani, si sa, prediligono una colazione dolce (cornetti, torte, biscotti, cereali al cioccolato, ecc.), ricca di zuccheri che saziano al momento ma altrettanto rapidamente, nel corso della mattinata la fame torna. Meglio optare per cibi integrali, ad alto contenuto di fibre che aumentano il senso di sazietà e contribuiscono a ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri. Un gustoso muesli di cereali integrali, frutta secca, semi oleosi e, perché no, cioccolata fondente ci darà una marcia in più.

2) Alla ricerca delle proteine perdute
Le proteine a colazione, oltre a bilanciare il pasto rendendolo più completo, forniscono un senso di sazietà più prolungato, poiché, come i grassi, impiegano più tempo ad essere digerite. Quindi via libera a pancake o crepes fatti in casa con farina di mandorle, yogurt, frutta secca, persino una bella colazione all’inglese!

2) Il sano che inganna
Altro mito da sfatare: i succhi di frutta e lo yogurt, che non sono poi così salutari come si potrebbe pensare. I primi, specie se confezionati, sono molto ricchi di zucchero: meglio quindi sostituirli con spremute, centrifughe o frullati fatti in casa sul momento o, se ne abbiamo il tempo, il frutto intero. Analogo discorso per gli yogurt: paradossalmente sono proprio quelli “magri” (a ridotto contenuto di grassi) ad essere più zuccherati degli yogurt “interi”.

4) La fretta è cattiva consigliera
Evitare la fretta nel fare colazione e le distrazioni di tv, pc, cellulare o addirittura in viaggio. Concedetevi almeno 10-15 minuti di calma per gustarvi il cibo almeno entro un’ora dal risveglio: più si ritarda la colazione, infatti, più aumenterà il vostro senso di fame, ed il rischio di abbuffarvi.

5) Non restare “a secco”
La prima sana abitudine al risveglio dovrebbe essere bere un bicchiere d’acqua: un semplice trucco per pulire l’apparato digerente dopo la notte di digiuno, idratarlo e prepararlo al meglio alle sue importanti funzioni.